Il diritto amministrativo è un ramo del diritto pubblico le cui norme regolano l'organizzazione della pubblica amministrazione e le attività di perseguimento degli interessi pubblici della pubblica amministrazione e i rapporti tra questa e i cittadini. La sua genesi è da collegare al principio di divisione tra i poteri dello Stato, ovvero al principio di tripartizione

dei poteri elaborato da Montesquieu. Il potere amministrativo, originariamente definito «esecutivo», consiste nell'organizzazione di mezzi e di persone cui è devoluta la funzione di raggiungere gli obiettivi di interesse pubblico definiti dall'ordinamento. Il diritto amministrativo disciplina l'attività della pubblica amministrazione, cioè dell'insieme di organi e di uffici che si occupano della realizzazione pratica delle decisioni prese a livello politico del Parlamento e dal Governo. Il diritto amministrativo (come molti altri rami del diritto) consta di:

  • Una parte generale (procedimento amministrativo, enti pubblici, contratti, pubblico impiego, ecc.) che tratta di istituti sostanziali e costituisce l'oggetto centrale dei manuali tradizionali;
  • Una parte speciale che si interessa della sicurezza pubblica, del governo del territorio, dell'ambiente, delle professioni, dell'urbanistica ed edilizia, ecc.; in tale ambito comportamenti omissivi o trasgressivi da parte di privati sono sanzionati da pene e rientrano nell'ambito del diritto penale, nonché del diritto processuale penale e del diritto penitenziario.
  • Una parte prettamente processuale, dato che il processo amministrativo è regolato da norme parzialmente divergenti da quelle di altre discipline processuali.

Un importante settore del diritto amministrativo è quello denominato Diritto privato della pubblica amministrazione: si tratta di una complessa ed innovativa disciplina che si viene componendo all'intersezione fra il diritto privato e il diritto amministrativo. In esso operano, accanto alle nuove regole sostanziali (si pensi alla privatizzazione delle fonti, avvenuta con la contrattualizzazione del rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, la privatizzazione del diritto del lavoro pubblico, nuovi criteri di riparto della giurisdizione (in particolare quello per materia), i quali sono applicabili a soggetti pubblici o privati, ed anche alle società miste: si pensi a quelle create nell'ordinamento dalle riforme di privatizzazione con le quali i grandi enti pubblici nazionali sono stati trasformati in società per azioni (FS, Enel, Eni, solo per citare i più noti); sul versante locale analoga trasformazione ha interessato le aziende municipalizzate (Acea, Aem, Hera, ecc.).
Va infine ricordato che alla privatizzazione di soggetti gestori di servizi pubblici si è affiancato il processo di liberalizzazione dei relativi mercati con la conseguente riscrittura delle regole di riferimento.